Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/313

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TERZO 1537 in Marsiglia, fu da quel re impiegato a formare la biblioteca del monastero di S. Ma.ssi mino, come raccogliam da una lettera di Andrea Alciati, che in essa trovò l’intero Comento di Donato sulle Opere di Virgilio (Marq. Gudii Epist. p. 84$). Di là tornato a Milano, ne partì di bel nuovo, e il veggiamo aggirarsi per diverse città, forse per tornare a Marsiglia, donde sembra ch’ ei di nuovo venisse presso il padre in Italia l’an 1451, e similmente nel seguente anno il troviamo or in uno or in altro luogo, senza fissar soggiorno in alcuno. Nell’ottobre dello stesso anno Francesco si esibì ad ottenergli la cattedra di belle lettere in Genova (l. 9, ep. 27, 43, 58, ec.). Ma non par che Giammario si curasse di averla. In fatti nel 1453 il veggiamo in Torino in esercizio di giureconsulto. Perciocchè Francesco scrivendogli con lui si rallegra (l. 11, ep. 55) che sia in quell’antica e nobil città; ma lo avverte insieme a voler esser oratore, poeta e filosofo, anzi che giureconsulto ed avvocato. Ivi ei si trattenne più anni; e una lettera da Francesco a lui scritta nel 1455 (l. 12, ep. 61) ci a'cceuna gli onori che vi riceveva dal duca di Savoia (a). vitae conthientìa tiri Xistum Robur Pontificem Maximum; del qual codice fa menzione il eli. sig. ab. Bettinelli (Delle Lett. ed Arti mant.p.iZ). Un’ orazione e alcune ullrc poesie italiane e Ialine ne lui di fresco indicate il eli. sig. canonico Rondini (Cat. Codd. mss. hit. Bibl. Luiir. t. 3, p. 7i*t); t. 5, p. 465). (ti) Del soggiorno del Filelfo in Torino abbiamo anche una pruova in alcune poesie, che ivi se ne conservano nella biblioteca di S. Agostino, scritte da quella