Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/315

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TERZO >5aQ logna, in lotte tenendo scuola, ma partendo da tulle dopo assai breve soggiorno, finché stabilitosi nello stesso impiego in Ancona, ivi durò per lo spazio alinen di quattro anni (V. Sax\ /fisi, tjpogr. medioL p. 263, ec.). Finalmente chiamato da1 Gonzaghi a Mantova, ivi ancora fu professor d’eloquenza, ed ivi, come afferma Jacopo Filippo da Bergamo (Sappi. Chron. I. io, ad extr.), morì l’anno 1480, un anno innanzi a Francesco suo padre. Intorno alla qual epoca da alcuni non ben combattuta si posson leggere gli argomenti che il Sassi arreca a provarla. Questo scrittor medesimo pruova eli ei ricevette 1’ onore del poetico alloro dal suddelto re Renato, e parla diligentemente di ... Quid melius potuisti Bergoma tellus, Cernere ijuam ¡.acro durontem vertice Musas ... Ut colcrcnt ingenti:» culmina montis Bergonici l E lo.stesso Carrara in una elegia al Filelfo così gli dice: Carmina divino vix dum cantata cothurno Aspexi, o patriae gloria magna meae. Te duce Bergomeus conscendet sydera Caesar, Tu dabis aeternos, clare poeta, dies. Da un’altra elegia del Carrara raccoglisi che il Filelfo ebbe una figlia detta dal nome dell'avola Teodora, a cui la indirizza, e ch era essa pure eccellente poetessa, e col padre soggiornava in Bergamo, detta perciò dal Carrara: O decus, o nostri gloria magna soli. In Bergamo innoltre vedesi tutt’ ora nella facciata di una picciola casa, che ora appartiene al sig. co. Valletti, inciso un poco felice epigramma da lui composto in lode di Giovanni Buccelleno, col titolo: Carmen Poetae Marii Philelphi. Tiraboschi, Voi. IX. 20