Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/330

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»544 Mi; no eh’ ei fosse oriomlo «ia Piacenza (a). In pruova della quale opinione io non arrecherò quel passo • Ielle sue Eleganze (l. 3, c. 57) in cui dice: Ego sum ortus Romae’, oriundus a Piacendo, j perciocché queste parole da lui si recano per esempio del modo con cui si debba usare la voce oriundus: Cujus utendi hic modus est: ego sum ortus, ec.; e non bastali per ciò a provarci che ivi egli parli di se medesimo. Miglior pruova ne è un breve Elogio del Valla, scritto dall’ab. Giannantonio Vigerino, e che conservasi in un antico codice della Vaticana, citato da monsig Domenico Giorgi (Vita (a) Molti documenti appartenenti al Valla conservatisi nell’ archivio de’ 1*P. Agostiniani di Santa Maria del Popolo in Roma, che dal più volte lodato P. Tommaso Veroni mi sono stnti gentilmente comunicati. Un transunto ne Ito inserito nelle Giunte alla prima edizione della mia Storia, che ora ommetlo per brevità, e mi basta indicare ciò che da essi ricavasi. Lorenzo dunque fa figlio di Luca dalla Valle piacentino, dottor d’ambe le leggi ed avvocato concistoriale non rammentato finora da quelli che ci han dato il catalogo di quegli avvocati, e di Catarina figlia del maestro Giovanni Scribani pur piaccutiuo. Luca era già morto a’ 19 di marzo del 1419, nel qual giorno la madre di Lorenzo già vedova comprò in Roma case ed orti assai grandi pel prezzo di trecento fiorini. Lorenzo ebbe un fratello per nome Michele, e una sorella per nome Margarita, che fu poi moglie di Ambrogio Dardanoni milanese scrittore ed abbrcvialore apostolico, e alia quale Lorenzo per parte di dote assegnò con islromento stipulato in Pavia a’ \ di marzo del '433 una sua casa in Roma. Ed essa insieme con Catarina sua madre adempiendo le promesse latte ma non eseguile dal Dardanoni, furon poi splendide benefattrici del suddetto convento di Santa Maria del Popolo.