Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/341

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terzo 1555

poscia nella spedizione contro de’ Fiorentini, e che sofferendo egli molto per le continue piogge, il re stesso lo consigliò a tornarsene a Napoli; che dopo aver corso un grave pericolo per l’assalto sostenuto vicino a Siena da cento sessanta ladroni, giunto a Napoli e invitato frattanto con vantaggiose e onorevoli condizioni dal papa, egli avea accettato l’invito, e venuto era a Roma. Ora il soggiorno in Tivoli del re Alfonso, e la sua guerra contro de’ Fiorentini negli antichi Giornali napoletani pubblicati dal Muratori (Script. rer. ital. t. 21, p. 1130) si fissa all’anno 1447 con Queste parole: l’anno 1447... creato Papa Niccola, il Re se partío da Tivoli, e venne in Toscana, e pigliò Castiglione di Peschiera, ec. E il Rinaldi ancora avverte che nel detto anno venne il re Alfonso a stabilirsi per qualche tempo in Tivoli (Ann. eccl. ad h. an.). Finalmente il sopraccitato Antonio Cortese nel suo Antivalla dice espressamente che Niccolò appena eletto pontefice accordò al Valla il perdono, e richiamollo a Roma. Par dunque certo che in quest’anno seguisse il passaggio del Valla da Napoli a Roma; ed è probabile che il novello pontefice Niccolò V, eletto in quest’anno, cercasse tosto di avere alla sua corte un uom sì famoso. Ma è ancor probabile, e così in fatti affermasi dal Vigerino nel già indicato Elogio, che il Valla volentieri si conducesse ad uscir dalla corte di Alfonso per l’invidia e per l’odio de’ suoi nemici.


Contese da lui avute con altri letterati.XXXVI. In Roma ancora aprì il Valla scuola pubblica d’eloquenza, benchè non tosto che vi