Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/343

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TERZO l557 lui c Poggio, per cui sì fìeramente innasprironsi l’un contro l’altro. Avea Poggio pubblicate alcune sue lettere, quando gli giunse alle mani una severa critica ad esse fatta, ch’egli attribuì al Valla, il qual per altro chiaramente protesta più volte che non già egli, ma un suo scolaro erane stato l autore (ib. p. 253, 275, 327). Questa fu la scintilla ch eccitò un sì luttuoso incendio. Guerra più arrabbiata e furor più sfrenato tra due letterati non videsi mai. Le cinque Invettive di Poggio contro il Valla, delle quali però la quarta è perduta, e gli Antidoti e i Dialogi del Valla contro Poggio, sono per avventura i più infami libelli che abbian veduta la luce. Così non vi ha ingiuria e vitupero che l’ un non vomiti contro dell’altro j non oscenità e ribalderia che a vicenda non si rimproverino degni perciò amendue di biasimo, benchè il Valla meno di Poggio, perchè, se è vero che la critica contro le lettere di esso non fosse sua, egli impugnò la penna sol per difendersi. Ciò che mi sembra più strano, si è che il Valla non temè d’indirizzare i suoi Antidoti allo stesso pontef Niccolò V, e non troviamo che questi si adoperasse a sopir sì gran fuoco. Francesco barbaro, il cui sentimento vantavano amendue a lor favorevole, ma che nondimeno avea dati gran contrassegni di stima per Valla, scrivendo a questo nel maggio del 1453 (ep. 234),,1)0" slrò quanto ardentemente desiderasse di vedergli insieme riuniti. Chi crederebbe che anche Francesco Filelfo, uomo per altro sì fiero nel combattere i suoi nemici, avesse in orrore la