Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/351

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TERZO |565 che gli ha dato luogo tra gli scrittori stranieri che lungamente han soggiornato in Milano (Bibl. Script, mediol, t. 2, pars 2, p. 2181), dice ch’ ei fu scolaro di Giovanni Marliani celebre professor di que tempi nell’università di Pavia. Io non so qual pruova si possa addurne (a), uè so pure a che fondamento si appoggi ciò ch’egli e il Sassi (Hist. typogr. mediol. p. 536) affermano dopo altri recenti scrittori, che per opera di Jacopo Antiquario ei fosse dal duca Francesco Sforza prescelto a maestro de suoi figliuoli. Francesco Puteolano nella lettera all’Antiquario scritta nel 1482, e di nuovo pubblicata dal Sassi (ib.p. 483), a cui pare che questo scrittore si appoggi, dice solo che l’Antiquario avea intrapresa la causa di Giorgio Valla e di Giorgio Merula in tal modo, che uno avea già ottenuto ciò che bramava, dell’ altro non disperavasi ancora: parole troppo oscure, perchè si possa raccogliere ciò che vogliano indicarci. E Giorgio nella sua lettera, con cui dedica all’Antiquario la sua versione dell’Introduzione di Galeno ai’principi della Medicina (ib. p. 536), loda bensì generalmente i beneficj da lui ricevuti, ma di questo non fa espressa menzione. Io anzi dubito che siasi preso equivoco fra Giorgio Valla e Giorgio Vallagussa, che a questi tempi medesimi fu maestro de’ figli del duca Francesco, (a) Che il Valla fosse discepolo del Marliani si è poi provato dall’ eruditissimo sig. proposto Poggiali nell esatto e copioso articolo che intorno a questo professore ci ha dato (Meni, per la Storia letter. di Piar. t. 1, />. 131), ove più altre belle nolizie della vita e delle opere del Valla si potran ritrovare.