Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/374

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


1.588 LIBRO • in Milano nel i 4q 17 e poscia altrove; e il Maittaire e dopo lui il P. Orlandi aggiungono ad essi i Comenti sopra Lucrezio stampati nello stesso anno e dal medesimo stampatore. La qual edizione non essendo stata veduta da alcuno (poichè anche il Sassi non ne parla (Hist. typogr. mediol, p. 589)) che sulla fede del Maittaire) il suddetto P. Angiolgabriello sospetta a ragione che siasi preso equivoco tra Lucano e Lucrezio. Stampati pure si hanno i Comenti di Ognibene su i libri dell’Oratore, degli Uffizj, dell’Amicizia, sulle Quistioni Tusculane e su' Paradossi di Cicerone, e sulle Storie di Sallustio e di Valerio Massimo. Egli diligentemente emendò i libri della Rettorica attribuiti a Tullio, e le Istituzioni di Quintiliano. Finalmente di questo instancabile professore abbiamo alcuni trattatelli gramaticali, alcune orazioni, alcune lettere ed altre simili operette, delle quali si può vedere un esatto catalogo presso il sopraccitato scrittore (*). XLVI1I. Più feconda ancora di esimj professori di belle lettere fu in questo secolo, e principalmente negli ultimi anni, la città di Brescia. Il card Querini ne ha parlato a lungo nell’erudita sua opera della Letteratura brescia(*) Fra gli opuscoli inediti di Ognibene da Lonigo io accennerò solo quello che è intitolato Liltellus de unilate et concordia Cirium ad Baptistam Trissinum, che si conserva nella libreria di S. Salvadore di Bologna ì perché esso sembra lo stesso che sulla lede del Montlaucon poco esattamente si riferisce dal P. Augiolgabriello da Santa Maria (Scritt. vicenl. t. a, par. i, p. 109).