Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/375

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TERZO l58i) nn; cil io perciò accennerò solamente ciò che basti a formarne una giusta idea. Non parlerò qui di Marino Becichemo nominato poc’anzi, e che, prima che in Brescia, avea tenuta scuola in Venezia e in Padova perciocchè, comunque per più anni tenesse scuola in Brescia, egli era natio di Scutari nella Dalmazia, e non appartiene perciò all'Italia; e chi pur ne brami notizie, può trovarle esattissime presso Apostolo Zeno (Diss. voss. t 3, p. Accennerò ancora soltanto i nomi di Giovanni Taberio (Quirin, (de Liberat Brix. pars 2, p. 69, ec.), di Antonio e di Bartolommeo Partenio (ib.p. 61, pars 1, p. 66, ec.) e di Paolo Soardi ib.pars 2, p. 31), de’ quali io lascio che ognun vegga ciò che ha scritto il suddetto dottissimo porporato, il quale altrove ragiona (Diatr. ad Bpi.sì. Barb. p. 97, ec.); di Gabriello Concorreggio milanese maestro pure in Brescia, di cui però non abbiamo cosa alcuna alle stampe, e che si rendette solo famoso per le continue sue doglianze presso i Bresciani, perchè non pagavangli il pattuito stipendio. Di due soli mi ristringo a dir brevemente, cioè di Boccardo Pilade e di Giovanni Brittannico. Il primo, benchè comunemente si chiami solo Pilade Bresciano, o Boccardo Pilade, avea ancora il nome di Gianfrancesco, com’egli s’intitola nella lettera a Piccinello Dosso arciprete di Salò nell’inviargli la sua Gramatica. Anzi l'eruditiss Apostolo Zeno crede che solo per affettazion di grecismo ei prendesse il soprannome di Pilade, e ch’ ei veramente si chiamasse Gianfrancesco Boccardo (Lettere, t 3, p. 246, ec.). Il cardiual Qucrini