Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/382

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l5l)C> LIBRO radure risposto Enea Silvio Piccolomini, ch erane segretario, il quale nella sua orazione richiese alla Repubblica alcune cose, a cui facea d’uopo di pronta risposta, Carlo non ebbe animo a farla, e convenne sostituirgli il Mannetti. Vespasiano fa ancora elogio dell’ onestà de’ costumi del Marsuppini; ma assai diversamente ne parla Niccolò Ridolfi scrittore egli pure contemporaneo citato dal co. Mazzucchelli, il quale, dopo averne narrata la morte e i funerali. aggiunge: Dio l abbia onorato in Cielo, se l' ha meritato, che non si stima; perchè morì senza confessione, e comunione, e non come buon Cristiano. Molte poesie latine se ne conservano manoscritte, che si annoverano dal co. Mazzucchelli; ma poco più ne abbiamo alle stampe che la traduzione in versi latini della Batrachomyomachia di Omero, del qual poeta avea egli pure tradotta in parte, secondo alcuni, l Iliade, secondo altri, l’Odissea. Di esso ha parlato ancora il ch. Apostolo Zeno (Diss. voss. t. 1, p. 129, ec.). Vuolsi avvertire per ultimo, che quel Carlo Aretino di cui parla spesso Marsilio Ficino nelle sue opere, non fu già quegli di cui scriviamo, ma un figlio di esso che ottenne egli pure gran nome tra gli uomini dotti di quell’ età. LI. Più vasta ancora e più varia fu l’ erudizion di Cristoforo Landino oriondo da Pratovecchio, e nato in Firenze nell’anno i424 (*)• (*) L’ anno della nascita del Landino, da me sull'autorità degli scrittori fiorentini (fissato al 14*4? Pnr cl,e debba differirsi all’an 1434 perciocchè nella lettera