Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/405

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TERZO 1619 per qualche tempo vi tenne scuola. Indi passò a Forlì, chiamato ad insegnarvi pubblicamente lettere umane con ampio stipendio forse non mai conceduto ad altri. Ivi egli ebbe fra molti altri a suo scolaro Sinibaldo degli Ordelaffi figliuol di Pino signore di quella città, e da questo perciò ebbe agiate stanze nel suo palazzo medesimo. Ma abbisognando egli sul far del mattino del lume della lucerna, avvenne un giorno, che uscito assai per tempo, e lasciatala accesa, una scintilla caduta a caso sulle carte diede lor fuoco, e tutte le arse; e fra esse un’ opera intitolata Pastor. Il povero Codro accorso al funesto spettacolo, ne infuriò per modo, che proruppe in orrende bestemmie, e uscito dalla città rintanossi in un bosco, e vi stette tutto quel giorno senza cibo di sorta alcuna. Cacciatone al fin dalla fame, avviossi sul cominciar della notte alla città, ma trovatene le porte chiuse, fu costretto a giacersi tutta la notte su un letamaio. Entrato poscia sul far del giorno in città, corse ad appiattarsi in casa di un falegname, ove per sei mesi continui si rimase quasi sepolto e in preda al suo nero umore. Finalmente calmato alquanto lo spirito, tornò fra gli uomini, e riprese l' usato impiego fino alla morte di Pino. Allora veggendo la città tutta sconvolta dalle fazioni, dopo aver aspettato per dieci mesi tempo migliore, se ne partì quasi tredici anni poi che vi era venuto, e recossi a Bologna, ove sino al termine de’ suoi giorni fu con sommo applauso professor di gramatica e di eloquenza, nel qual impiego quanto egli era