Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/436

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


l65o I.IBRO non mi sembra possibile, Lo stesso Zeno accenna un Breve di Callisto III del 1456, che in parte è stato pubblicato da monsig. Buonamici (De clar. Pontif. Epist. Script, p. 179) in cui si legge: cum necesse sit Nos interdum prò nos tris, et Romanae Ecclesiae negotiis mittere ad diversas mundi partes dilectum filium nobilem virum Nicolaum Perottum Poetam laureatum, Secretarium Nostrum, et Nostri Sacri Lateranensis Palatii Comitem, ec. Le quali parole ci mostrano chiaramente che allora il Perotti era già al servigio della corte di Roma, e da essa occupato in importanti affari. Quindi ancora veggiamo le onorevoli distinzioni ch egli aveane ricevute di poeta laureato, di segretario pontificio e di conte del palazzo di Laterano, benchè non sappiamo s’ ei ne fosse debitore a Callisto, o al medesimo Niccolò, il qual forse in premio delle offertegli traduzioni così volle ricompensarlo. Il titolo però di poeta laureato egli ebbelo, come si è detto, dall imp Federigo III, allorquando essendo egli venuto a Bologna nel 1452, fu dal Perotti complimentato a nome della città con una orazione che si ha alla stampe; e Federigo dichiarollo innoltre suo consigliere, e più altri onori accordò a lui non meno, che a tutta la famiglia di esso. Vuole parimente il Zeno, citando l’autorità di Alessandro d’Alessandro, che il Perotti fosse professore in Roma insieme con Domizio Calderini; ma questi, come si è detto, fu colà chiamato da Paolo II, eletto papa nel 14^4 » quando il Perotti era già arcivescovo; e niuno crederà così di leggieri che un arcivescovo