Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/437

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TERZO l65l volesse salir sulla cattedra e dar precetti d’eloquenza (a). È certo però, ch’egli ebbe brighe col Calderini, come affermasi ancora da Paolo Cortese (Dial. de Hominib. doct. p. 40), per le diverse spiegazioni che davano amendue ad alcuni passi di Marziale; ed ebbele parimente con Poggio per difendere Lorenzo Valla suo amico. Il Perotti scrisse perciò l’an 1454 sullo stile ordinario di questi tempi una fiera Invettiva contro Poggio, ch è stata data alla luce (Miscell. Lazzaroni, t. 8) insieme con due lettere del medesimo Poggio contro i due suoi avversarj. Il Zeno rammenta ancora un’ altra Invettiva del Perotti contro Giorgio da Trabisonda (*); le quali opere ci danno a vedere eli’ egli ancora ebbe pur troppo il difetto comune a’ letterati di questo secolo, di non voler competitori e rivali. LXIX. Convien dire però, che grandi ancora fossero le virtù del Perotti, poiché veg(rr) Non è così inverisimile. come or sembrerebbe, che un arcivescovo fosse professore in una università. Nell’ Elenco degli Atti dell'università di Pavia pubblicato dal Parodi (p. 12, i3) troviamo che l’anno 1395 erano ivi attualmente professori, ad a legentes, i vescovi di Vicenza e di Verona, e che nell’anno i3g7 eravi professore il vescovo d’Acqui Pietro dal Bosco. (*) Alcuni opuscoli mss. del Perotti, scritti indifesa del card Bessarione nella disputa che per Platone ei sostenne contro Giorgio da Trabisonda, si conservano nella libreria Nani in Venezia; e il sig. D. Jacopo Morelli, che ce ne dà un esatto Catalogo (Codd. mss. Bibl. Nani. p. 50, ec.), avverte che l’orazione in lode di quel cardinale, la qual sulla fede di Apostolo Zeno è stata da me attribuita al Perotti, fu opera veramente di Niccolò Capranica vescovo di Fermo. LXIX. Impirgbi Jj lui sostenuti; sue opere: altri lessici.