Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/439

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TERZO 1653 punti d’erudizione; e benchè il Sipontino abbia certamente commessi non pochi falli, molti de’ quali furon rilevati singolarmente da Giano Parrasio (ep. 37), mostra nondimeno in questa sua opera una vastissima e per quel’ tempo ammirabile erudizione. A quest’opera suol andare congiunto un breve trattato dello stesso Perotti sul Proemio alla Storia naturale di Plinio, qual era stato stampato in Roma nel 1470 per opera di Giovanni Andrea vescovo d’Aleria, nella qual edizione ei trova parecchie cose a riprendere, e biasima apertamente gli abusi che fin d’allora si erano nella stampa introdotti. Delle quali e di altre opere del Perotti io lascio che ognun vegga più ampie e più esatte notizie presso il sopraccitato esattissimo Zeno. Aggiugnerò solo il giusto carattere che dello stile e del sapere di lui ci ha lasciato Paolo Cortese, uomo libero da passione e ottimo giudice in tali materie: Nicolaus Perotius, dic’ egli, (l. c. p. 39)), Literis doctus Graecis et Latinis. Hujus in orationibus sermo est non inquinatus, et multa habet oratoria ornamenta. Scripsit etiam pleraque toleranda. Al Perotti si debbono congiungere Giuniano Maggio napoletano, che l’an 1475 pubblicò in.Napoli un’ opera intitolata De priscorum proprietate verborum (V. Taf uri, ScritL del regno di Nap. t. 2, par. 2, p. 330; t 3, par. 4 5 p- 359) > clic è in somma un Vocabolario latino il più antico che colle stampe abbia veduta la luce (*); (*) Il Dizionario di Giuniano Maggio non è il più antico che abbia veduta la luce. Fin dal 1460 era stalo