Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/440

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1654 LIBRO e Nestore Dionigi da Novara dell’ Ordine dei’ Minori, che dal Cotta si dice della nobil fa. miglia Avogadra (Museo novar, p. 234), il quale, probabilmente senza saper del Maggio, ne pubblicò poco appresso un altro. La prima edizione ne fu fatta in Milano l’an 1483, e venne poi seguita da molte altre. Il suddetto Cotta, il co. Mazzucchelli (Scritt. ital. t. 1 par. 2, p. 1271), e più diligentemente di tutti il Sassi (Hist. Typog. mediol, p. 258) parlan di questo scrittore, e riferiscon gli elogi con cui alcuni han parlato di tal opera da lui composta; benchè poscia quella che nel secol seguente diede alla luce il celebre f Ambrogio da Calepio, abbia fatto dimenticare amendue questi scrittori. LXX. Or dopo aver esaminata fin qui la vita e le opere di tanti gramatici e retori, facciamoci a raccogliere in un punto sol di veduta il frutto che da’ loro studj ne venne alla letteratura. Due fini si erano essi prefissi singolarmente: agevolar la via all’ intelligenza degli antichi autori greci e latini, e prescriver leggi a parlare e a scrivere correttamente ed elegantemente nell' una e nell’ altra lingua. Ad ottenere il primo furono indirizzate le traduzioni che di tanti scrittori greci in questo secolo si divolgarono; perciocchè appena troverassi austampato in Magonza il Catholicon di Giovanni Balbi, "he c insieme una Gramática e un Dizionario; un altro senza nome d’autore ne ero stato stampato in Eltvvil nella diocesi di Magonza. Prima poi di quello di ¡Vestore Dionigi era stato pubblicato in Milano nel 1476 quello di Papia.