Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/445

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TERZO l659 un altra ne aggiugnerò a conclusione di questo argomento tratta da un testimonio a cui non si può apporre la taccia di giudice o troppo parziale, o non abbastanza dotto a decidere. Parlo del celebre Erasmo, uno certamente de' più eruditi uomini che fiorissero al principio del secolo xvi, il quale all Italia attribuisce il risorgimento della letteratura, e confessa che da essa ne vennero all’ Allemagna i primi semi: Me puero, dic’egli (in Catal. Libror. suor.), repullulascere quidem coeperant apud Italos bonae litterae, sed ob typographorum artem aut nondum repertam, aut paucissimis cognitam, nihil ad nos librorum pervenerat, et altissima quiete regnabant ubique, qui literas docebant illiteratissimas. Rodulphus Agricola primus omnium auram quandam melioris literaturae nobis invexit ex Italia. Più onorevole ancora è all'Italia ciò ch’ ei ne dice in una sua lettera a Roberto Pescatore inglese, che qua si era recato per motivo di studio; perciocchè con lui si rallegra che trovisi in ea regione, ubi vel parietes sint tum eruditores, tum disertiores, quam nostrates sunt. homines, ut quod hic pulchre expositum, quod elegans, quod venustum habetur, isthic non rude, non sordidum, non insulsum videri non possit (l. 1, ep. 4)•