Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/264

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XVI. ArraJen«i.- in Kcg|;*<i, w. £5o LIBRO altre cose, veramente degne d animo nobile, che. non pure i virtuosi, ma i Principi stessi desiderano di vederle. Il Panini scriveva nel 1 r'0-, cioè 22 anni prima che il co. Sertorio fondasse questa accademia, nè io so quai fossero le traversie alle quali egli era allora soggetto. Questo scrittor medesimo fa menzione d un altr'accademia che in casa sua avea aperta un altro nobile modenese, cioè Luigi Boschetti, che con altri giovani si esercitava nel disputare di diversi argomenti, e dava grandi speranze de’ più felici progressi singolarmente per la erudizione et cognizione delle discipline et delle lingue, che in così verdi anni avea già acquistata. Il Panini, che vivea in casa di questo cavaliere, ha inserito nella sua Cronaca un sonetto da sè composto in lode della stessa adunanza. Ma le liete speranze che di questo giovane si erano concepute, svaniron presto per l immatura morte da cui fu sorpreso in età di soli 22 anni Sansov. Orig. delle Famigl. p. 48; Vedriani, Dott. moden, p. io3). XVI. Emula dell accademia di Modena fu quella di Reggio, ch’ebbe l’onore d esser fondata circa il 1540 da Sebastiano Corrado professore di quella città, ed uno degli uomini più eruditi di questo secolo. Egli ne parla spesso e con molte lodi e nella lettera premessa a’ suoi comenti sopra Valerio Massimo, e nella prefazione a’ Dialoghi di Platone da lui recati in latino, e nel principio della sua opera intitolala E guati us, e rammenta il fervore con cui quegli accademici, a’ quali egli fece il nome di Accesi, si posero a coltivar ciascheduna