Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/285

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pniMO 3~I Ginnfrancesco Morosini (Quirin, de Litterat. Brix. pars 2, p. 248; Mazzucch. Scritt. ital. t. 1, par. 2, p. iofò) (*). XXIII. Più altre città dello Stato veneto troviam nominate dal Quadrio tra quelle in cui gli uomini eruditi si unirono insieme in cotali assemblee. Egli ci assicura, ma non ci dice su qual fondamento, che un’accademia fu in Belluno l'ondata dal celebre Pierio Valeriano (l. c. p. 54). Così pure ei fa un sol cenno di quelle degl’Illustrati e dei’ Composti raccolte in Adria (ivi, p. 51), la prima delle quali elesse a suo principe Luigi Groto detto il Cieco d’Adria, benchè assente. Ei rammenta ancora quella degli Sventati di Udine (ivi, p. 107), e quella che il co Giovanmaria Bonardo istituì nella Fratta, castello del Polesine di Rovigo, detta de Pastori frattegiani, in cui, oltre più altri, furono ascritti il Domenichi, il Ruscelli, il Dolce, l’Udine, il Toscanella e i conti Sartorio e Francesco Tiene (t. 7, p. 11). Il celebre Bartolommeo Alviano generale de Veneziani, e uomo fra ’l tumulto dell’armi amante ancor delle Mi ise, fu istitutore egli pure di un’accademia, come si afferma dal Giovio nell’Elogio di Giovanni Cotta, il quale dice che’ ei la fondò in agro Tarvisino ad Portum Naonem, cioè, come dal Quadrio s’interpreta (Li,p. 84), in Novale (*) Di queste e di alcune a'tre accademie bresciane di questo e del seguente secolo, più distinte e più esatte notizie si posso» vedere in una erudita dissertazione del ch. sig. (Viiiiubaiista Chiaramonti nel primo tomo delle Dissertazioni recitate nell’adunanza del conte Mazzucchelii, e stampate in Brescia nel 1765.