Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/363

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PRIMO 34i) Apolli tieni suum Delphicum referebat; ejus consilio postea aut eos emebat, aut rejiciebat, (¡nani Bibliothecam ca diligenti a (ut elegantissimam librorum conglutinationem omittam) eo studio, eo nitore custodiebat, qua se ipsum, qua os suum faciebat (Ricci Op. t. 1, p. 73, ec.) C). XIX. Di più altre biblioteche troviam menzione negli scrittori di que’tempi, molte delle (quali si son conservate fino a dì nostri. La Riccardiana in Firenze, il Catalogo dei’ cui MSS ci ha dato il celebre dott Lami, fu raccolta verso la fine del secolo da Riccardo Romolo Ricciardi, e accresciuta poscia da’ discendenti, come si può vedere nella prefazione premessa al suddetto Catalogo. Del fondatore di questa biblioteca, che fu insieme grande (*) Benché il passo del Navngero, ohe produrremo nel capo seguente, ci mostri clic fin dalla fine del secolo precedente la biblioteca dell’ università di Paria era stata trasportata in Francia, par'nondimeno che in qualche modo essa ancora vi sussistesse verso il i5ii; perciocché Cesare Cesariano ne’ suoi Conienti su Vitnivio in quell’ anno stampali, parlando de* precetti che dà quello scrittore per fabbricare la biblioteca, dice: La Biblioteca, cioè la Libreria, corno è in Vapìa consti, taira da Galeazio L'icccomilc Duca Mediolanensc celeberrimo (p. 57); e poco appresso insicin con essa indica più altre biblioteche annesse alle più celebri università d'Italia: Aduncha le provincie si dovesseno adottare. (cioè si dovrebbono dotare) tic grandissima Bibliotheca, si corno in Italia sono Papi a, Taurino, Bononia, Ferrara, Padova, Pixa, Perugia, Roma et ¡Scapoli, et altri loci, dove si legeno la pubblica lecitone di varie et universale scientre, siccome in la nostra Metropoli Mcdiolanense.