Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/383

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PRIMO 3(K) (al genere in tendentissimo, come da più altre lettere di lui medesimo è manifesto (ivi, t. 3, lett 119, 120, ee.) (a). (a) Vuoisi qui incordare a gloria de’ romani pontefici ciò ch’ essi operarono, affine di ben conservare il ricco tesoro d’antichità, di cui vedesi Roma in ogni sua parte adorna. Aveane già dato esempio fin dal secolo precedente Eugenio IV col proibire che alcuna statua antica si estraesse da Roma, e Pio II e Sisto IV con rinnovar la medesima proibizione. Paolo III, appena eletto pontefice, con suo Breve de’ 28 di novembre del 1534 •» che è stato pubblicato dal eh. sig. abate Marini (Degli Archiatri pontif. t. 2, p. 280), nominò commissario sopra le antichità di Roma il celebre Latino (Giovenale, incaricandolo di soprantendere agli archi, a’tempi, a’ trofei, a teatri, agli anfiteatri, a'circhi, alle naumachie, a’ portici, a sepolcri, alle iscrizioni, alle statue, a’ quadri, agli acquedotti, e in somma ad ogni sorta di antichi monumenti, e di vegliare perchè essi fossero conservati, nè venissero ingombri da erbe o da sterpi, nè sopra vi si fabbricasser!’ case, nè venissero spezzati o infranti, nè impiegati in altre fabbriche, o trasportati altrove. Di Latin Giovenale, che fu della famiglia de Manetti, e di cui non vera l’uomo più opportuno a sostener quell’ impiego, copiose notizie ci ha date il soprallodato ab Marini (ivi,t. 1, p. 384 t. 2, p. 353), e ne ha prodotta l’iscrizion sepolcrale che gli fu posta nella Minerva, quando egli finì di vivere nel i:553 in età di 67 anni, nella quale si annoverano tutti gli onorevoli impieghi da lui sostenuti. A questa occasione ricorda il medesimo autore ((.2, p. 283, ec.) un altro Breve di Paolo IV, con cui nel 1556 nominò conservatore e saprantendente alle antichità il cancelliere Urbano Mario Frangipani, e quello con cui Pio IV nel 1562 affidò la medesima cura a’cardinali Marcantonio Amulio ed Alfonso Gesualdi, incaricandoli ancora di provvedere che niuno osasse di alterare o di supporre cotai monumenti, e un altro di S. Pio V sullo stesso argomento (ivi, p 314)• Tiradoschi, Fol. X.