Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/388

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XXVIÌ. Raccolte <)’ i jirmnn uni ir Le. 374 LIBRO monsignor dei Martini, Niccolò Stopio, Pierluigi Romano, Terenzio di Camera, Tiberio Deciano (a). XXV il. Voglionsi a questo luogo per ultimo rammentare almeno alcuni di quelli che, se non Marco Mantova. Ma dee qui riferirsi un bel' passo dell orazion funebre in onor di esso recitata da Antonio Riccoboni, il qual ci dimostra in qual pregio fosse il suddetto museo: Partis igitur excellenti doctrinae M. Mantua, npìbus, inter alia multa, quae magnificentissime ennJ'ecit, suuni, ut modo dicebam, Musaeum mirabiliter adornavit, ita ut eliam in x uni mis Principibus prope incredibilem ejus emendi excitarit cupiditatem, et praecipue in Galliae Rege Christianissimo, cujus nomine Gallis quibusdam nobilissimis ipsum emere cupientibus, etiam me praesente, a udiente, et rem verbi s illorum procurante, non se venditurum ejusmodi Musaeum tanto Regi, sed donaturum professus est; quod negotium, ut cum praestanti ejus digitate tractatum, sic ill's Regís sui mandata transgredi recusantibus, non sine magna gratiarum actione dissolutum est. (a) 11 Mongitorc (Bibl. sicul. t. 1, p. 360) parla di un antichissimo museo di antichità, che in Messina avea raccolto verso la fine del xv secolo Giampietro da Villadicani nobile messinese, ch era stimato del valore di ventimila scudi. Di questa magnifica collezione parla anche un certo f Antonio da Granata in una lettera scritta da Messina a’ 29 di ottobre del 1583 al cardinale Luigi d’Este, che originale conservasi in questo segreto archivio ducale. E se altro egli non soggiugnesse, noi crederemmo di buon animo a lui e al Mongitore tutto ciò che di questo gran museo ci raccontano. Ma il buon f Antonio prosiegue a dire che il Villadicani in attestato di ossequio al cardinal medesimo gli manda un pezzo dello stesso museo, cioè un Dente di Hercole gigante donato già da Paolo IV al cardinale di Pisa, e da questo alla famiglia de’ Villadicani. Se a questo eran somiglianti gli altri tesori di questo museo, ognun vede quanto fossero stati ben impiegati per esso i ventimila scudi.