Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/115

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SECONDO 7l5 pregiatissimi, e che, oltre molti principi italiani, uno ei n'avea mandato all’impcradore ltidolfo 11, di ottanta libbre di peso, e il cui semidiametro era di due piedi e mezzo, e che l imperadore aveagli perciò assegnata una sufficiente ricognizione, benchè per le circostanze dei’ tempi ei non l’avesse ancora potuta riscuotere. XXVIII. A questi valenti astronomi più altri possiamo aggiugnerne, i quali, benchè non ottenessero ugual nome, non debbon però essere dimenticati. Agostino Ricci di Casal Monferrato pubblicò un Trattato sul moto dell’ottava Sfera, da cui raccogliesi ch’egli avea fatti cotali studii in Cartagena e in Salamanca, e una Lettera sui’ primi ritrovatori dell’ Astronomia (PVeìdler. Hi st. Aslron. c. 1 f\, nota (6). Un cotal M. Mauro fiorentino, prima Umiliato, poscia dell’ Ordine de’ Servi di Maria, e uomo dottissimo, oltre alcune altre opere (Ximenes, Introduz. al Gnom. fiorent p. 108, ec.), diè alla luce nel 1537 in Venezia un Trattato volgar della Sfera (Zeno, Note al Fontan. t. 2, p. 38 {; Negri, Scritt. fior. p. 4°8), e ri i pure nello stesso anno Giambattista Amico cosentino, ucciso infelicemente in Padova l’anno seguente, pubblicò un Trattato latino su movimenti de’ corpi celesti (Mazzucch. Scritt. ital. t. 1, par. 2, p. 627). Diverse opere astronomiche abbiamo di Alessandro Piccolomini sanese, di cui altre volte dovremo fare menzione (Zerio. I. cit.). Molto pure intorno all’ astronomia affaticossi Francesco Maurolico, ma di lui ci riserbiamo a dir tra non molto. Sulla sfera parimente, oltre più altri che per brevità io tralascio, scrisse