Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/160

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■J Co L1BP.0 in questo genere di lavoro con fatica e con fe-i licitù maggiore di Federigo Commandino, a cui pochi furono pari in questo genere di dottrina. XL. La vita di questo grand’uomo è stata esattamente descritta da Bernardino Baldi con-) temporaneo c concittadino di Federigo, ed è stata pubblicata nel Giornale dei Letterati d’Italia (t, 19, p. 140), e noi ne sceglieremo soltanto le cose più importanti a sapersi. Federigo nato in Urbino l’an 1509 da Batista Commandi 110 e da Laura Benedetti, amendue nobili e cittadini della detta città, ebbe a suo maestro negli elementi gramaticali Jacopo Torelli da Fano, ch era ivi pubblico professore, e poscia Giampietro de’(Grassi, venuto allora da Urbino colla famiglia Orsina, uomo dottissimo nelle lingue greca e latina, e assai versato nella rettorica, nella dialettica e nella matematica. Per mezzo del Grassi il Commandino, raccomandato al pontef Clemente VII, ebbe da lui la carica di cameriero segreto e l’impiego di trattenerlo in eruditi ragionamenti nelle ore libere da’ pubblici affari. Ma venutegli presto meno le speranze che nella protezion di Clemente egli avea fondate, andossene a Padova, e per dieci anni attese alla filosofia sotto la direzione di Marcantonio Passero, e sotto quella di Giambattista Montano alla medicina. Passò indi a Ferrara, ove promosso dal famoso Brasavola, prese la laurea, e quindi tornò ad Urbino a esercitarvi la medicina. Ma alcuni anni appresso, essendogli già morto il padre, poscia ancora la moglie Girolama Buonaventuri e un figlio maschio che aveane avuto, poste ad