Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/274

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874 LIBRO e in molte si brami maggior esattezza, e benchè ora ella non sia sì avidamente cercata, come a’ suoi tempi, i saggi conoscitori nondimeno e i più esperti giudici di questa scienza fhanno ancora in gran conto, e ne rimirano l autore come uno de’ più dotti e de più faticosi ricercatori della natura. Fra i molti moderni scrittori, le testimonianze de’quali potrei qui recare, basti un solo che può valere per molti, cioè quella del celebre Alberto Haller (Bibl. botan. t. 1, p. 269, ec.), il quale riprende bensì il Mattioli, perchè troppo fidandosi degli Arabi e degli scrittori moderni non ha sempre consultato gli antichi, nè ha sempre esaminate ocularmente le erbe, e perchè talvolta ei si è lasciato ingannare da alcuni impostori, ma insieme loda la diligenza con cui egli fece disegnare, singolarmente nelle ultime edizioni, i semplici e le piante afferma ch'egli è superiore di molto al Manardo, al Brasavola, al Ruellio e ad altri che molte piante e le loro rare virtù furon da lui prima che da altri scoperte, e che maggior lode ancora gli si dovrebbe, se non avesse troppo acremente impugnati i suoi avversarii. Questa però non fu la sola opera del Mattioli. Ei tradusse in lingua italiana la Geografia di Tolommeo, che fu stampata in Venezia nel;1548. Alcune altre operette mediche, e fra le altre un Dialogo del Morbo gallico, e cinque libri di Lettere medicinali si hanno nella raccolta dell’Opere del Mattioli, fatta in Francfort nel 1598, oltre altre particolari edizioni, e alcune altre opere separatamente stampate, delle quali si può vedere il catalogo presso