Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/358

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9^8 LIBRO gii fu da uno dei’ suoi discendenti nel 1703 innalzata una lapida con lungo e pomposo elogio, nel qual però il dott. Castellani rileva alcune cose contro il vero asserite. XXIX. Se fosse vero ciò che raccontasi comunemente, niun medico sarebbe stato più felice e più valoroso nel curare, se non gli altri, almeno se stesso, quanto Tommaso da Ravenna soprannominato il Filologo per l’ estensione del suo sapere; perciocchè credesi ch’ei giugnesse a 120’ anni di età. A questa opinione si mostra favorevole ancora il eh. P. abate Pierpaolo Gina uni (Scritt. ravenn. t 2, p. 227, ec.), il quale la fonda sul detto del Papadopoli, cioè che Tommaso nel 1486 fu eletto professore in Padova. Dovea dunque, dic egli, il Filologo avere allora treni1 anni. Ei visse poscia (fino al 1577. Dunque giunse a passare i 120 anni. Ancorchè Tommaso però avesse in quell anno dato cominciamento alla sua lettura, non ne siegue ch’egli avesse 30’anni; perciocchè assai prima potea ciò accadere; e abbiam veduto che il Brasavola in età di soli 18 anni fu pubblico professore. Ma il Facciolati ci avverte (Fasti Gymn. patav. pars 2, p. 136; pars 3, p. 309) che niuna memoria ei trova del Filologo fino all’an 1518, in cui ei fu chiamato alla prima scuola di sofistica col tenue stipendio di 20 fiorini; il che ci mostra che solo allora cominciava il Filologo a salir sulla cattedra. Possiam dunque ritardare fin verso la fine del secolo precedente la nascita del Filologo; e il dottissimo Morgagni, additando un passo di un' opera di esso stampata