Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/383

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SECONDO g8) se factum in lucem dederit E altrove: Legatis Stephanum A(hcuicn.seni in commcnìariolo ilio in primum ad Glauconem, quod habetis jam Latinum opera mei concivis Angus tini Gadaldini. Egli vivea ancora nel 1567. Francesco Panini, che in quell’anno scrivea la sua Cronaca di Modena da me altrove citata, ne parla come d’uomo ancor vivo; perciocchè dopo aver detto che Paolo Rococciolo in Bologna e Andrea Baranzone in Venezia, amendue modenesi, erano medici assai rinomati, soggiugne: Agostino Gadaldino non solo è dottissimo Medico, ma è ornato ancora della cognizione di molte altre scienze et di molte et varie lingue, siccome finora il figliuolo ancor giovinetto molto versato nella Latina, Greca, Hebrea, et Caldea lingua Niccolò Machelli fu il terzo tra" Modenesi, per cui le Opere d’Ippocrate e di Galeno si vi der volte in latino. Egli era in Modena nel 1542, quando molti tra’ Modenesi dovetter sottoscrivere al Formolario di Fede, altrove da noi mentovato. Ed egli è uno di quelli che vi sottoscrissero (V. Card. Cortes. Op. t. 1, p. r \). Oltre qualche opuscolo di Galeno, ei tradusse ancora il libro di Rase intorno alla peste, che fu stampato in Venezia nel 1568 (Cinelli, Bibl. volante, t. 3, p. 221), e diè alle stampe un Trattato del Morbo gallico, di cui fa onorevol menzione il Falloppio dicendo: Omittam etiam sententiam Nicolai Machelli concivis mei et viri doctissimi, qui in libello, quem scripsit, de Morbo Gallico, ec. (De Morbo gall. c. 36). Potrebbesi qui ancora far menzione di Giambattista Rasario novarese, da cui più opere di