Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/490

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10^0 Lì GRÒ che di vedere quell’ augusta metropoli. Alcuni temi egli raccolse e pubblicò delle Decisioni della Ruota romana, e molti altri di opere sue proprie, tutte concernenti le materie legali, diede alla luce; ed esse, benchè non sieno esenti da’ pregiudizii del secolo, per la molta erudizion nondimeno, e per l’ingegno che in esse scorgesi del loro autore, sono ancora in molto uso nel foro (n). Celebre parimenti pel suo sapere nelle leggi non meno che per la rara prudenza, per la singoiar integrità e pel zelo per gl’interessi del suo sovrano, fu Pietràio Belli nato di nobil famiglia in Alba nel Monferrato a1 20 di marzo del i5o5. Copiose ed esatte notizie ha intorno ad esso pubblicate nel i^83 il piò volte lodalo signor barone Vernazza, delle quali mi spiace che a sfuggire un’eccessiva lunghezza mi sia d’uopo il far uso più parcamente che non vorrei. Ei fu prima in età di trentatré anni auditore di Guerra negli eserciti di (<7) II giudizio che qui ho recato delle opere del Farinacci, è tratto dalle lodi con cui molti le hanno per lungo tempo esaltate. Non deesi dissimulare però, che dappoichè la giurisprudenza si è spogliata dell' antica barbarie, assai diversamente intorno ad esse si è cominciato a pensare. Ecco in qual modo di lui ragiona un de più dotti giureconsulti dell’età nostra, il sig. avv Filippo Maria Rei» azzi: Farinaccius, ut caeteri Juriconsulti, qui tunc forensi operae in Italia vacabant, ex trivio sapiebat, omnisque expers erat necessari ae doctrinae, quin immo, quas pauca callebat verae Jurisprudentiae principia, ea non ex legum font ¡bus hauscrat, sed, ut moris est, ex vulgarium Interpretum lacunis, et forensi uni Scriptorum cento ni bus arripuerat (E lem. Jur. crimin. l. 1, praef.).