Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/129

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TERZO *281 Lagomarsini, non parla di cattedra, nè del Cardinal del Monte; ma dice ch ei fu ricevuto tra’ suoi famigliari dal Cardinal Giovanni Salviati nipote di Leon X, e che per opera di esso ebbe una pingue badia in Sicilia, ricevuta la quale, ei'non solo più non visse nel chiostro. ma cambiò ancora l’abito religioso in quel di ecclesiastico secolare, secondo il costume a que tempi introdotto. Pietro Vettori, nella sua prefazione alle lettere di Cicerone ad Attico, dice che il Pantagato, cui egli chiama virum probum et satin aeutum in scrìptU ve te rum anctorum esaminandis, fu ancor qualche tempo presso il Cardinal Benedetto Accolti. In Roma tra gli amici egli ebbe Giglio Gregorio Giraldi che in que versi in cui piange le sue sventure dopo il sacco di Roma, tra gli amici de’ quali più non potea godere, nomina Ottavio: Ni’C Paler Odavi, qui re cognomine dictus Panthagatus, nil corde minus quam caudidus ore. Op. p. 916. Dopo la morte del Cardinal Sai viali, accaduta nel 1553, ei continuò a vivere per qualche tempo in Roma su’ frutti della sua badia. Ma fanno seguente gli fu affidato un impiego che a un uomo tutto dedito a’ gravi studi dovette riuscir non poco noioso, cioè quello d istruir nelle lettere il giovinetto cardin Roberto de Nobili: Pater Octavius scrive il Latini in una lettera de 2(1 di marzo del 1555, citata dal P. Lagomarsini, impuberi Cardinali custos moderatorque additus, quod minime umquam speravit!’, ternas quotidie aut quaternas horas iti