Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/136

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1 288 LIBRO fecero a trattare direttamente di questo argomento.. E il primo, ch’io sappia, a pubblicare su ciò un libro fu Giangrisostomo Zanchi canonico Lateranese e di patria bergamasco, che nel 1531 pubblicò tre libri in Venezia De Orobiorum sive Cenomanorum origine, dedicati a Pietro Bembo da lui conosciuto giovinetto in Bergamo, quando nel 1498 vi era con Bernardo suo padre podestà in quell’ anno della stessa città De Orob. orig. p. 28). Ei fu figliuolo di Paolo Zanchi non men celebre per la nobiltà delle sua antica famiglia, che per l’eloquenza e pel senno di cui era fornito, e per cui merito di essere lodato con orazion funebre, che si ha alle stampe, da Giovita Rapicio, al quale avea egli dato ad ammaestrare i suoi figli. Al battesimo ebbe il nome di Panfilo, e fanno i524 entrò in Bergamo nell’ Ordine de’ Canonici regolari insiem con due suoi fratelli, Basilio, celebre tra’ poeti, di cui diremo a suo luogo, e Dionigi, uomo esso pure nelle sacre e nelle umane lettere assai erudito Vita Basil.'Zanch, per Petr. Ant Serass. p. 3, 8). Nel 1529 fu inviato a Padova insiem con Basilio, ov ebbe il piacere di rinnovar l amicizia con Pietro Bem~ bo. Ma quattro anni appresso passarono amendue i fratelli a Ravenna, ov era Giangrisostomo ancora nel 1540, come ci mostra una lettera da lui scritta a Pietro Aretino {Lettere deli A* rct. t. 2 p. 150), con cui gli manda i suoi componimenti italiani e latini, e la risposta che gli fa l’Aretino rendendogli grazi e della canz me e ilei libro, e lodandolo assai Aret. Lett. t. 2, p. l'j'ò). Fu indi fatto priore della sua cauomca