Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/154

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|3o6 LIBRO le più esatte notizie, esaminando ancor poscia qual fede e qual lode si debba alle opere da lui lasciateci. XXXVII. Como fu la patria di Paolo Giovio, ov’ egli nacque a’ 19 di aprile del 1483, e rimasto privo del padre in assai tenera età, fu affidato alla cura di Benedetto suo fratello maggiore, da cui fu diligentemente istruito ne’ buoni studi, come Paolo stesso con senso di animo grato racconta (in Elog.). Il Ghilini dice (Teatro, t. 3, p. 358) che Paolo superò poscia di gran lunga il fratello, ma ciò che diremo di Benedetto nel trattare degli scrittori della Storia di Como, ci renderà forse alquanto dubbiosa questa asserzione. Questi nella sua Storia di Como fa menzione di Paolo suo fratello, e dice clic nel fior degli anni recossi a Roma, ove avendo cominciato a scrivere la sua Storia, e avendone già composto un volume, il pontefice Leon X chiamollo a sè, e innanzi a cardinali e agli ambasciatori ivi presenti, ne lesse egli stesso un gran tratto; e confessò che dopo Livio non avea trovato il più elegante e il più eloquente scrittore; aggiugne che morto poco appresso Leone, Adriano \ 1 di lui successore gli diede un canonicato nella cattedrale di Como, a condizione però, che facesse di lui onorevol menzione nella sua Storia; e che Clemente VII, dichiaratolo suo cortigiano e commensale, gli diè alloggio nel Vaticano, gli assegnò il cotidiano mantenimento per lui e pe’ domestici che avea, gli conferì la precettoria di S. Antonio presso Como, e finalmente il fece vescovo di Nocera, >