Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/170

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l3aj LIBRO Reggio, città allora a lui soggette, e qui in Modena vedesi ancora nella piazza della cattedrale un’ onorevole iscrizione a lui posta pel dilatare ed abbellire ch ei fece le vie della città.’ Nel 1521 ebbe ancora il governo di Parmaquindi nel 1523, dichiarato da Clemente VII governatore della Romagna, e poscia ancor luogotenente generale dell’ esercito pontificio, non fu molto felice nel difendere il suo sovrano contro farmi imperiali. Dal 1531 fino al 1534 fu governator di Bologna, nel qual tempo ancora adoperossi non poco per rimettere in Firenze il partito de’ Medici. Morto Clemente VII, benchè Paolo III gli facesse generose proferte, il Guicciardini nondimeno, o perchè fosse mal soddisfatto della corte di Roma, o per qualunque altra ragione, lasciò il servigio del Al contrario Totnmasino Lancellotti, sotto i 28 ili maggio del 1L40, dice che venne la nuova della morte del Guicciardini, seguita a’22 (nel che discorda dagli scrittori della Vita di esso che il dicou morto a’ 27), e che mentre era governatore di Modena, era stato rigorosissimo; e che avea fatti decapitare e impiccare molti ribaldi; e che si diceva che aveva qui messi insieme 14000 ducali, perche avea ritrovato morbido il terreno nelli Modenesi. K a 7 di dicembre del 14^4 racconta che i bolognesi mal soddisfatti di lui aveano ottenuto che gli fosse l'alto il sindicato, e ch’egli era partito da Bologna dundo una sicurtà di 80000 ducati; e riferisce un sanguinoso sonetto contro di lui divolgalo in Bologne, in cui non vi è delitto che non gli venga rimproverato. Molle sono le lettere del Guicciardini scritte ai «luca Alfonso I nel tempo singolarmente ch'egli era in Bologna, le quali conservami in questo ducale archivio, e che aggirami per lo più intorno alle nuove di quegli anni.