Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/171

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TERZO l3j3 papa, e tornossene alla patria, ove fu molto caro al duca Alessandro. Poichè questi fu ucciso, adoperossi il Guicciardini perchè a Cosimo fosse conferito il dominio. Ma parendogli poscia di non esser dal nuovo sovrano considerato abbastanza, ritirossi alla sua villa d’Arcetri, e diessi ivi a scrivere la sua Storia, cui però non potè ultimare, nè veder pubblicata, rapito dalla morte a' 17 di maggio del 1540 in età di cinquantotto anni. Io ho accennato in breve queste circostanze della vita del Guicciardini, perchè, oltre più altri scrittori, una diligente ed esatta Vita di esso ci ha data il sig. Domenico Maria Manni premessa all’edizion veneta del 1738, e se ne parla ancora negli Elogi degl’illustri Toscani (t. 1). Molto tempo passò prima che quest' opera venisse alla luce, e la ragione se ne arreca dal Giovio in una sua lettera scritta a 2 di luglio del 1550: Il rispetto, che tarda gli Eredi del Guicciardini dall’ edizion dell' Istoria, è solamente temporale, perchè, come io ho visto, morde troppo liberamente chi lo merita per la mera verità, odiosa appresso quelli, che vogliono essere adulati o celebrati a torto, lasciando da parte ancora, che si offenderebbono molto alcune casate di gran Cittadini (Lett.p. 43.). Quindi solo nel 1561 ne uscirono i primi sedici libri, e tre anni appresso separatamente in Venezia gli ultimi quattro, dietro alla quale poi vennero moltissime altre edizioni, e quella fra le altre più di tutte magnifica fatta in Venezia nel 1 -33 3 in due gran tomi in folio. In tutte queste edizioni