Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/181

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TERZO 1333 del Cardinal di Trento, e vi stette fin verso il principio del 1558, in cui ne fu congedato, perchè al cardinale fu fatto credere che il Contile avesse contro di lui composte alcune satiriche poesie; del che però ei si protesta innocentissimo (ivi, p. 153). Sforza Pallavicino da Fiorenzuola, generale de’Veneziani, lo prese allora al suo servigio, assegnandogli casa in Venezia, 200 annui scudi e qualche altra provvisione (ivi, p. 157), e al tempo medesimo veggiamo che altri 200 annui scudi avea, non so a qual titolo, dal duca Ottavio Farnese (ivi, p. 214, 248). Il soggiornare in quel tempo in Venezia gli diè occasione di avere non picciola parte ne’ grandiosi principii dell'Accademia veneziana, di cui vide insieme in breve tempo il cominciamento e il fine; ed egli si duole di avere perduta nello scioglimento di essa un’ opera Intitolata Faetonzia scritta in versi esametri, ch erano più di 1500 (ivi, p. 200). Breve al pari della durata dell’ accademia fu il servigio di Luca col Pallavicino. Egli se ne ritirò nel marzo del 1560, lagnandosi di essere mal ricompensato (ivi, p. 208); e in una lunga lettera, che poscia gli scrisse (p. 246), gli pose innanzi quanto in ogni tempo avesse fatto per lui, giustificando la sua condotta, e insieme accennando che il Pallavicino avealo congedato, perchè sostener non potea la spesa annua de’ 200 scudi. Tornossenc allora a Milano, ove il marchese di Pescara il volle seco, e scrisse alla corte di Spagna per fargli avere la dovuta mercede per tanti anni in cui avea servilo il marchese