Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/185

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TERZO l337 indi a Milano, entrò nel 1586 al servigio di monsig. Federigo Borromeo cugino e poi successore nell’onor della porpora, nella dignità d’arcivescovo, e nella imitazione delle singolari virtù di S. Carlo. Ma pare che poco tempo ivi si trattenesse. Il desiderio di conoscer per se medesimo quanti più poteva regni e provincie del mondo, lo determinò a viaggiare per molti anni, com egli dice nella dedicatoria delle sue Relazioni, l uno e l altro emisfero. Egli compiè i suoi viaggi nel 1596, secondo il conte Mazzucchelli. Ma poichè la prima edizione delle Relazioni uscì nel 1592, mi sembra probabile che avesse fin d’allora terminati i suoi viaggi. Fu chiamato dal duca Carlo Emanuelle a istruir nelle lettere i principi suoi figliuoli; al qual impiego soddisfece con tanto applauso, che l’an 1610 il principe Filiberto di Savoia a lui fece rinuncia della sua badia di S. Michele della Chiusa. Come l’epoca della nascita, così ne e stata finora incerta quella della morte. Ma il sig. baron Giuseppe Vernazza mi ha di fresco avvertito che nei libri parrocchiali di S. Tommaso di Torino si nota ch’egli ivi morì a’ 27 di giugno del 1617, e che fu sepolto nella chiesa de’ Gesuiti, nominati da lui suoi eredi nel testamento da esso fatto sin da’ 15 di giugno del i(ii3. Io non farò il catalogo di tulle fopere del Boterò, che son non poche e varie d'argomento e di lingua; perciocchè ne abbiamo e Lettere e Prediche, e libri ascetici, morali, politici, e Vite, e Poesie latine e italiane, delle quali tutte con somma esattezza ragiona il suddetto scrittore, Io dirò solo in breve liiUBoscm, Voi XII. 12