Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/186

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1338 LIBRO delle Relazioni universali da lui pubblicate. Sono esse divise in quattro parti, oltre la quinta ch è rimasta inedita; nella prima delle quali ci offre la descrizione del mondo tutto allor conosciuto; nella seconda ragiona delle forze e della potenza de principi di quel tempo; nella terza delle diverse religioni che in diversi paesi si veggono; nell’ultima delle superstizioni de’ popoli dell'America. Un uomo che avea veduta co’suoi proprj occhi gran parte del mondo, era in istato di darcene un esattissima descrizione. E tale in fatti fu allora quella che pubblicò il Botero, e venne perciò encomiata con somme lodi. I gran cambiamenti poscia seguiti la rendono ora meno utile, e mal si apporrebbe chi volesse al presente da essa raccogliere lo stato dei’ regni e de’ regnanti. Ma anche al presente ella ci scuopre la diligenza e il senno dello scrittore, e ci dà molto lume a ben intendere la storia de’ tempi ne’ quali egli scrivea. XL11I. Ma è tempo omai che dagli scrittori generali di storia passiamo agli storici particolari delle città italiane. Fra esse Firenze è quella per avventura che ce ne offre una serie per numero e per valore più d’ogni altra pregevole. Di quella del Macchiavelli, che fu il primo in questo secolo a scriverla, già si è detto altrove. Dopo lui venne Jacopo Nardi che ci diede la Storia di Firenze sua patria dal 1494 fino al 1531. Ne abbiam la Vita scritta da Carlo Nardi (Calogerà, Racc. t. 14, p. 203), in cui si veggono raccolte le più importanti notizie riguardo a questo celebre storico, alle quali però potremo aggiugnerne qualche altra all’ autore sfuggita.