Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/187

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/ TERZO l33^ Jacopo nato in Firenze di antica e nobil famiglia da Silvestro Nardi e da Lucrezia di Bardo a’ 21 di luglio del 1476, dopo molte onorevoli cariche in patria sostenute, fu ambasciadore per essa alla Repubblica veneta nel 1527. Tornato a Firenze, si dichiarò pel partito contrario a’ Medici, e nel 1530 fece conoscere il suo senno non meno che il suo valore nell’armi (Varchi, Stor. fior. p. 35). Quindi prevalendo il partito de’Medici, il Nardi fu confinato ed esiliato, e spogliato di tutti i beni. Nel 1535 fu uno dei’ fuorusciti che in Napoli esposero le lor doglianze all’irnperador Carlo V. Ma essendo riuscito inutile un tal tentativo, ei ritirossi a Venezia, ove tranquillamente impiegò gli ultimi anni della sua vita in coltivare gli studi, e nel comporre più opere. La Storia di Firenze sopraccennata dovett’esser quella nella quale più volentieri occupossi; perciocchè un esule dalla patria per forza di contrario partito lusingasi di trovar sollievo alle sue sventure col tramandare a’ posteri la memoria delle vicende che ne furon cagione. Ma un tale scrittore troppo è difficile che si contenga entro que’ termini di moderazione che in uno storico è richiesta 5 e nou è perciò a stupirsi che la Storia del Nardi, benchè assai pregiata, porti seco il carattere di tutte l opere di partito. Egli non ebbe o il potere, o il coraggio di stamparla vivendo 5 ed essa non venne a luce che nel 1582 in Lione j dopo la qual prima edizione più altre poi se ne fecero. Alcuni Discorsi del Nardi, che appartengono a questa Storia, e qualche passo di essa, che nella stampa ne fu troncalo,