Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/193

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TERZO 1340 Mentre però egli era più immerso in tali studi, le guerre civili, nelle quali egli fu del partito contrario a’Medici, gli furon cagione d esilio, e recatosi perciò a Venezia, poi a Bologna e indi a Padova, e poi di nuovo a Bologna, più anni in queste due città si trattenne coltivando gli studi e godendo dell’amicizia de’ dottissimi uomini che ivi erano allora in gran numero, e singolarmente del Bembo e di Lodovico Boccadiferro. Il duca Cosimo I mosso dalla fama a cui il Varchi era frattanto salito, richiaraollo a Firenze, e gli diede l’incarico di scriver la Storia delle ultime rivoluzioni di quella città, assegnandogli perciò un determinato stipendio. Ed egli si accinse a scriverla; ma mentre in ciò si sta egli occupando, alcuni istruiti che nella sua Storia non era il Varchi troppo lor favorevole, assalitolo di notte tempo il trafisser di molte ferite. Ei ne guarì nondimeno, e con rara moderazione non volle palesare gli autori di tal delitto, benché gli fosser ben noti. Il pontefice Paolo III cercò di averlo in Roma. Ma egli sapendo che ciò sarebbe spiaciuto al duca suo sovrano, ne ricusò le offerte. Cosimo in premio delle continue erudite fatiche di Benedetto, gli fè’ conferire la prepositura di Montevarchi, ed egli allora prese gli ordini sacri. Ma mentre indugia ancor qualche tempo a colà trasferirsi, sorpreso da apoplessia, finì di vivere nel 1565 in età di sessantalrè anni.» L omo infaticabile fino all’estremo, non vi fu classe alcuna della piacevole letteratura, ch’egli non coltivasse, e con molte sue opere non illustrasse. La Storia fiorentina da lui composta, e