Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/199

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TERZO I 35I illustri, pubblicale dal Bruto in Lione, abbiamo Uu’ altra lettera a lui scritta da Aouio Falcarlo (Misceli Coli rom.t. 2, p. 169), in cui amichevolmente si duole che non l’ abbia avvertito del disegno che avea d’ inserirvi alcune sue lettere, e gli ricorda alcune cose che in un’ altra edizione desidera che sien mutate. XLVIL La Storia moderna della città di Firenze fu l argomento in cui principalmente occuparonsi gli scrittori da noi finor mentovati. J)on V incenzo Borghini dottissimo monaco benedettino, lasciando in disparte le recenti rivoluzioni, nelle quali appena era possibil lo scrivere, senza rendersi sospetto ad alcun de due contrarii partiti, tutto si volse a ricercare e ad esaminare l’ origine e le antiche vicende della stessa città, nella quale egli pure era nato di nobil famiglia a’ 29 di Ottobre del 1515, ed avea vestito l’abito di S. Benedetto a’ 20 di giugno del 1531. Ei visse nel chiostro unendo insieme l’ esercizio delle religiose virtù a una continua applicazione agli studi. Agli onorevoli impieghi a cui la sua prudenza lo sollevò tra’ suoi monaci, si aggiunse quello di spedalingo ossia priore dello spedale di S. Maria degl' Innocenti in Firenze, che il duca Cosimo gli conferì nel 1552, e ch ei sostenne con singolar vantaggio di quella casa fino alla morte, da cui fu rapito a 15 d’agosto del 1580, dopo avere sei anni prima con religiosa umiltà rifiutato l offertogli arcivescovado di Pisa. Queste notizie da me in breve accennate, si troveranno più a lungo distese presso il sig. Domenico Maria Manni (Sigilli,