Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/200

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i35a libro t. 3, p. 80, ec.), e presso il conte Mazzucchelli (Scritt. ¡¿id- t. 2, par. 3, p. 1740, ec> j 1 due tomi de’ suoi Discorsi, pubblicati in Firenze negli anni 1584 e!1585, comprendono dodici Dissertazioni intorno all antica storia di questa città, e ad altri punti di erudizione, cioè dell’ origine delle città di Firenze e di Fiesole, delle città della Toscana, de municipii e delle.colonie romane, e delle latine e delle militari, de’ fasti romani, della moneta fiorentina, se Firenze fosse rovinata da Attila e rifabbricata da Carlo Magno, se i Fiorentini ricomperassero la libertà dall’ imperador Rodolfo, e della chiesa e de’ vescovi fiorentini. L’ argomento stesso di alcune di queste Dissertazioni, in cui il Borghini fu il primo a metter la mano, ci scuopre il genio e il talento del loro autore. Pier Vettori parlando di esse fin dal 1560, cioè ventiquattro anni prima che uscissero a luce, si duole che le altre occupazioni del Borghini gli vietino il pubblicarle, e dice che, ove ciò accada, grande sarà il vantaggio che ne trarran gli eruditi (Epist. l. 4, p. 90). E veramente, benchè egli non sia esente da ogni errore, in esse ei si mostra uom versatissimo nella storia, nelle antichità, nella critica, nella diplomatica ancora, e dotato di buon criterio nel discerner le vere dalle false opinioni, e nel rigettar francamente i popolari pregiudizii, degno perciò degli encomii con cui ne hanno parlato infiniti scrittori, le testimonianze de’ quali si posson vedere raccolte dal conte Mazzucchelli, e basti fra esse accennare quella de deputati alla correzione del Decamerone, i quali