Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/20

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11^2 LIBRO maggiore di quella del Giraldi. Più ancora: il Zeno accenna un epigramma di Giulio Bordone Medico Padovano j stampato nel 1515,• e la traduzione italiana del secondo tomo delle Vite di Plutarco, fatta da Messer Giulio Bordone da Padova, e stampata la prima volta in Venezia nel 1525, di cui anche più altri scrittori fanno menzione. Or questo Giulio Bordone Medico Padovano sarebb egli per avventura lo stesso Giulio Cesare Scaligero? È certo che Giulio Cesare fu dottore in medicina; e benchè il Zeno rigetti come supposto il diploma della laurea conferitagli in Padova, allegato dal marchese Maffei, lo stesso Scaligero però intitolossi dottore in medicina, come prova il medesimo Zeno. È certo ch’ ei non partì dall’ Italia prima del 1525, come tutti affermano gli scrittori della Vita. È certo ch’ ei fu della famiglia de’ Bordoni. È certo ch’ ei non si usurpò il cognome di Scaligero se non in Francia, e pare, secondo la testimonianza del Tommasini, che tardi ancora egli prendesse l altro pronome di Cesare. Perchè dunque non crederem noi che, poichè lo Scaligero fu certamente Giulio Bordone Medico, ei sia appunto quel Giulio Bordone Medico Padovano, autore dell’ epigramma e della versione poc anzi citata, e quindi figlio dell’ autore dell’ Isolario? Aggiungasi che lo Scioppio afferma di aver veduto stampato in Ferrara in casa di Antonio Montecatino quel poemetto medesimo intitolato Elysius, che il Giraldi attribuisce allo Scaligero; e ci assicura che il titolo era Julii Bordonis