Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/202

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i35.f unno c pruova (a). L’Annnirato, dopo aver fatti m diverse città del regno i primi suoi studi, fu dal padre mandato a Napoli, perchè vi studiasse le leggi. Ma lo‘studio della giurisprudenza ebbe anche dall'Ammirato quello sfavorevole accoglimento che da tanti altri uomini di raro ingegno abbiam veduto ad esso fatto nel decorso di questa Storia. Le riprensioni del padre non ebber forza bastevole a fare ch’ ei non anteponesse al frequentare le scuole de severi giureconsulti il trattenersi in erudite e piacevoli conversazioni con Bernardino Rota e con Angelo di Costanzo, che ivi ancora eran celebri per valore nel poetare. Costretto indi a partir dalla patria, perchè accusato di qualche satirico componimento, passò a Venezia, e quindi a Padova per proseguire ad esercitarsi negli studi suoi prediletti. Ma privo d’ogni sussidio dallo sdegnato suo padre, dovette tornarsene a Lecce, dileguato già il sospetto di lui formato. Servì per qualche tempo il vescovo di Lecce Braccio Martelli, da cui ebbe un canonicato. Fu poscia in Venezia presso Alessandro Contarini; ma la gelosia che questi contro di lui concepì riguardo a sua moglie, lo costrinse a fuggirsene, e a grande stento campò la vita. Dopo l'elezione di Paolo IV, si diè al servigio di Briana Carrafa di lui nipote, e con essa andossene a Roma. Ma ivi ancora i dispareri insorti tra essa e Caterina Carrafa sorella del • (//) Intorno oli’ Ammirato vengasi anche la più volte citata opera del P. d'AUlitU* {Meni, degli Seri il. napol. t. i, p. 002, ec.).