Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/226

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13^8 LIBRO che in breve tempo si celebrarono, nell’ultimo de' quali a lui dovettesi principalmente l'elezione di Clemente VIII. E questi, ben conoscendone il merito, il dichiarò nel 1592 vescovo d’Amelia, e inviollo dapprima suo nuncio a principi italiani per riunirli in lega contro il Turco; quindi nel 1596, alla Repubblica veneta (n); e il eh. monsignor Filippo Buonamici afferma di aver vedute nella biblioteca del cardinal Portocarrero le lettere italiane da lui scritte in quel tempo al papa, le quali ben fanno conoscere la prudenza e l’eloquenza di cui era fornito (De cl. Pontif. Epist. Script, p. 253). Compita la sua nunciatura nel 1598, ottenne dal pontefice di ritirarsi alla sua chiesa, ove dando i più illustri esempii di ogni cristiana virtù, e attendendo con sommo zelo alla cura delle sua propria greggia, visse fino a’ 16 di marzo del 1611. L’Eritreo afferma che Clemente VIII ebbe in animo di farlo cardinale; ma che il cardinal Pietro Aldobrandini di lui nipote nel dissuase, perchè essendo egli in dissensione col gran duca, mal volentieri soffriva che il Graziani, toscano di nascita, fosse a quella dignità innalzato. Checchè sia di ciò, le molte ed eleganti opere scritte dal Graziani ne renderono abbastanza celebre il nome. Quella della Guerra di Cipri da lui composta, come le altre, assai elegantemente in (ti) Alcune Lettere italiane scritte dal Oraziani, mentre era nuncio alla Repubblica di Venezia, souo state pubblicate nc\\'Epistolografi/i del sig. Francesco Parisi, stampata iu Roma nel 17R7.