Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/227

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TERZO *3/9 Ialino, fu stampata la prima volta da Carlo di lui nipote nel 1624, e il P. Lagomarsini ha pubblicato un Endecasillabo del celebre cardinal Agostino Valiero in lode di questa Storia, ch egli veduta avea manoscritta. Pregevolissima ancora è l’ opera assai più voluminosa da lui intitolata De Scriptis invita Minerva, titolo però, che non corrisponde abbastanza all’argomento di essa, perciocchè crederebbesi ch’ ei volesse parlar delle opere scritte, come suol dirsi, a dispetto delle Muse e di Minerva; ed ei vuol dir solamente che di mal animo erasi accinto a quel lavoro. Luigi di lui fratello importunavalo continuamente, perchè scrivesse egli stesso la Vita sua. Egli dopo aver resistito per lungo tempo, finalmente cedette. Ma per non ragionar di sè solo, prese nella detta opera un più ampio argomento. Perciocchè cominciò a scriver la Storia di Borgo S. Sepolcro sua patria, unendovi le vicende della sua propria famiglia, nel che egli impiegò i primi quattro libri. Quindi negli otto seguenti prese a descrivere i lunghi viaggi dal detto suo fratello intrapresi per tutta l’Europa, per la Palestina e per l’Egitto, e con questa occasione si andò stendendo in narrare le antiche e le moderne vicende de’ paesi da esso veduti, e singolarmente del Portogallo, della Palestina, dell'Egitto e dell’ Impero de’ Turchi. Finalmente negli ultimi otto parla di se medesimo, dei suoi viaggi, degli affari ne’ quali fu occupato, e viene con ciò a formare una delle più belle e più interessanti Storie che di quel tempo si abbiano principalmente intorno alle cose della