Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/24

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1 1 76 LIBRO • li compagno del suo generale Francesco Silvestri, cui accompagnò-in Francia, e d’inquisitor generale in Bologna, cui sostenne nel 1 f>51 e nel seguente, che fu l'ultimo della sua vita. Godette dell amicizia degli uomini dotti di quell’età, e fra gli altri di Giannantonio Flaminio, che nelle sue Lettere ne parla spesso con molta lode, e il cui decimo libro tutto è indirizzato a Leandro. Si può dir che tre fossero principalmente gli oggetti che si prefisse l Alberti, l’Italia, Bologna sua patria, e l suo Ordine. Riguardo alla prima, ei ci diede la Descrizione di tutta l’Italia, stampata la prima volta in Bologna nel 1550, e poscia ristampata con nuove aggiunte più altre volte. Egli ancora, come il Flavio, va scorrendo l’Italia di provincia in provincia, e di città in città; ne descrive la situazione, ne ricerca l’origine, ne accenna le vicende, ne annovera gli uomini illustri, ma assai più stesamente che Flavio. Molte notizie vi si ritrovano che altrove si cercherebbero invano. Ma l’autore si lasciò incautamente sedurre dal suo Annio da Viterbo, e si valse degli apocrifi libri da lui pubblicati come d’oracoli. Non è maraviglia dunque che quest’opera per altro assai bella sia ingombra di molte favole; e alla difficoltà di scrivere con esattezza, ch era a que tempi, debbonsi attribuire non pochi altri errori che vi son corsi. Di Bologna sua patria egli scrisse in più volumi la Storia, di cui però non si ha alla luce che quella parte che giunge fin verso la fine del secolo XIII; il rimanente conservasi ms. in Bologna, come si può vedere dalle esatte notizie che ce ne dà