Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/247

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


TERZO » 3^9 esercizio di stile più anni appresso. Passò indi, non sappiamo con qual occasione, all università di Lovanio, ove trovossi presente, ed ebbe ancor qualche parte, com egli stesso racconta (De bello Sicambr. p. 7), nel principio della guerra che i Francesi mossero contro Carlo V ne’ Paesi Bassi nel 1542, e che fu descritta da lui medesimo nel suo poema De bello Sicambrico. Di questo soggiorno da lui fatto in quella università abbiamo ancor pruova nell’orazion da lui detta in lode della Dialettica a quegli accademici. Egli era già tornato in Italia al principio del 1543, ed era in Ferrara, perciocchè allor quando il pontefice Paolo III nell'aprile di quell'anno entrò solennemente in Ferrara, recitò il Falletti quell'orazione che abbiamo tra le altre da lui composte. Attese in Ferrara allo studio delle leggi, e vi ebbe la laurea perniano del celebre Alciati, come raccogliesi da un' altra orazione da lui in quella occasione recitata. E ciò dovette accadere al più tardi nel 1546, perciocchè al fin di quell'anno, come si è veduto, l Alciati già ne era partito. I rari talenti che il duca Ercole II ravvisò nel Falletti, fecero che egli il volesse al suo servigio, e che il mandasse in ambasciata prima all'imperador Carlo V, indi al re di Polonia. Trovossi in Allemagna al tempo della guerra che Cesare mosse contro de’ Protestanti, e di cui il Falletti scrisse in lingua italiana la Storia che si ha alle stampe. L'orazion da lui detta in morte del re di Polonia Sigismondo, e nella coronazione di Sigismondo Augusto di lui figliuolo, avvenuta nel 1548, ci