Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/251

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


TERZO l4°3 Ne abbiamo ancora la traduzione italiana del libro di Atenagora sulla Risurrezione, e quella dell:» sua orazione latina sulla nascita del Redentore. I! Manuzio nella dedica sopraccennata lo esorta a finire una grande opera intorno al Fisco di’ egli stava scrivendo. Ma couvieu dire eli1 ci la lasciasse imperfetta. Finalmente alla essere ella stata cagione ch’io mi fermassi in Ferrara al servizio di questa Regia Casa d'Este, et che insieme per le buone relazioni sue sia ito sempre avvantaggiando, sicché posso dire essere fattura sua; e gli promette poscia di mandargli la genealogia di Foresto iTEste. Questa lettera, e uiPaltra del Failetti (la noi altrove prodotta, basta a mostrarci che si è ingannato il Baruffaldi nel fissarne nella detta sua opera la morte al 1560; errore poi da lui stesso corretto nella Critica alla Storia del Borsetti. Di fatto il Falletti visse fino al 1564 Perciocchè il Pigna in una sua lettera, da me veduta in questo medesimo archivio, da lui scritta al duca a’ 23 di luglio del detto anno: L’ambasciador Faletto, dice, si trova in Padova tuttavia, et per quanto scrive Maddalò, piuttosto va peggiorando, che altrimenti; et si scusa se non può mettere all’ ordine la serie delle famiglie et principesse, che dee porsi al fondo dell’Arbore. E forse fu questa la malattia di cui egli morì a’ 3 ottobre dell’ anno stesso ((Guarin. Supplem. ad Hist. Gymn. Ferr. p. 52). Già abbiamo osservato che di lui principalmente si valse il duca Alfonso II nel formare la sua magnifica biblioteca. La famiglia però del Falletti non durò molto tempo nel lieto e onorevole stato in cui aveala collocato, come io raccolgo da un'altra lettera di questo ducale archivio, scritta ai’ 20 (di settembre del 1598 da Pietro Antonio Abbioso al segretario Laderchi, in cui gli raccomanda i cinque figliuoli del conte. Guido Alfonso Falletti figliuoli del conte. Girolamo, che insieme colla lor madre (nipote dell'Abbioso dopo l uccisione del loro padre esano rimasti in estrema miseria. »