Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/254

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l4o6 tuno Niccolucei era il cognome vero di Giambatista, e perciò Bartolommeo Ricci in più lettere scritte a lui ancor giovinetto scrisse Joan. Baptista Nicolutio Pigna B. Riccii Op. t 2, p. 36(>, ec.). E il soprannome di Pigna fu dato al padre di Giambatista, perchè, essendo speziale, avea per insegna della sua bottega una Pigna, come scrive Cinzio Giraldi e Bernardo Tasso (B. Tasso, Lett. t. 2, p. 196). E che il padre fosse speziale, ma uom ricchissimo, singolarmente perchè era egli il solo che sapesse comporre perfettamente il colore azzurro che dicesi oltramarino, ne abbiamo la testimonianza in una delle accennate lettere del Ricci, il quale scrivendo al Pigna ancor giovane, ed esortandolo a non affaticarsi eccessivamente come facea nello studio, gli ricorda dapprima ch è quasi solo figliuol di suo padre, poichè un fratello che avea, era in continuo pericol di morte; ed egli morì in fatti in età giovanile nel 1551, come lo stesso Giambattista (Romanzi, p. 6) racconta. Indi soggiugne: Solus igitur es in re bene ampla. Praedia enim tibi non desunt, villae atque aedes in urbe; suppellex nobilissima: pater praeterea est, qui tibi pro centum praediis esse potest, qui vel uno caeruleo colore, quod nostri ultramarinum appellant conficiendo ut in pharmacis componendis ejus scentiam atque uberrimum fructum ommittam) solus esti, qui perfectam scientiam habeat, ingentes copias comparare potest, atque adeo quoti die non parvas comparat (l. c. p. 371). Fino da’ primi anni ei fece conoscere e un raro talento e un’insaziabile avidità di studiare. Già abbiamo veduto che egli ebbe a maestri Guzio e