Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/263

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TERZO l4>5 le tenebre, c penetrando fra l’ oscurità de secoli più rimoti colla scorta di autentici monumenti, ha poste nella vera sua luce le glorie della più antica fra le sovrane famiglie d Italia. Un altra accusa vien da altri data al Pigna, cioè ch’ egli abbia finta l’ opera da noi più volte mentovata, spacciata sotto il nome di Tommaso d Aquileia (V. Mazzucch. Scritt ital. t. 1, par 2, p. 907). Ma oltre che tutti gli scrittori più antichi del Pigna fanno di essa menzione, noi abbiamo altre volte accennato (t. 5) il bel codice che della traduzione in versi francesi di quella supposta Cronaca fatta nel 1358 si conserva in questa biblioteca Estense. Abbiamo detto poc’ anzi del libro intorno al modo di scrivere i Romanzi da lui composto, e della contesa che per esso ebbe con Cinzio Giraldi. In esso ei tratta ancora della vita dell Ariosto, e fa il confronto de passi che dopo la prima edizione ei cambiò nel suo Orlando. All' arte poetica appartengono ancora gli Eroici, e la Spiegazione latina della Poetica di Orazio, e i dodici libri delle Questioni poetiche parimente in latino. Ei fu inoltre scrittore di politica nel suo Principe, di scienza cavalleresca nel suo libro Del Duello, di morale nei suo opuscolo De Otio, e nei’ suoi tre libri De Consolatione. Delle Poesie latine da lui pubblicate in età giovanile si è già detto poc’ ant zi, e ad esse debbonsi aggiugnere alcune Lettere e alcune Rime italiane che se ne trovano sparse in diverse raccolte. LXI. Io non mi tratterrò a dire più lungamente di altri libri di minor conto, ne’quali