Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/270

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


1^22 LIBRO sian molto pregiate dagli eruditi. La Descrizione e la Storia di Cremona di Antonio Campi, pubblicata la prima volta nella stessa città nel 1585, è più ricercata pe’ rami disegnati dal celebre Agostino Caracci, che per notizie storiche in essa racchiuse. Con più applauso furono accolti i libri di Benedetto Giovio sulla Storia di Como sua patria. Era egli fratello maggiore di Paolo, il quale grato all’ amore con cui Benedetto, morto il comune lor padre, avea preso ad allevarlo e ad istruirlo nelle lettere, ne scrisse l’ elogio, e lo inserì tra quelli degli uomini illustri del suo Museo (Elog. p. 66). Ei visse sempre a se stesso, a’ suoi studi e alla nobil famiglia di cui era capo, e solo viaggiò a Milano per udirvi Demetrio Calcondila professore di lingua greca, la quale per altro avea già egli appresa felicemente. Visse sino all’ età di settanlatrè anni, e premorì di qualche anno a Paolo; e morto, fu. sulle spalle di giovani nobili recato al sepolcro nella chiesa cattedrale della sua patria; onore, dice Paolo, non mai conceduto in addietro in Como ad uom non ecclesiastico. Le opere ch egli accenna, scritte da suo fratello, sono le Storia della sua patria, le imprese e i costumi degli Svizzeri, cento lettere e alcune traduzioni dal greco e parecchie poesie. Fra esse la Storia di Como, a cui va aggiunta la descrizione del Lago che da quella città prende il nome, ci mostra nel suo autore un uomo erudito nelle antichità, di cui produce molti bei monumenti, dotato, quanto il permettevano i tempi, di buona critica, e scrittore elegante e senza que1