Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/284

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


143G LIBRO elogio si dà questa lode: Pi uri mas' birrari im orbis circumiens regiones, Oceanum, Alo di te mine urti, Adruiticunique mare pertransivit, collapsa ubi(pie temporis vitio hominumve incuria insigniurn viro non monumenta, Lugdunensium pruesertirn: i JJeorumque dolabra membranis rostituens, Phi- ì losophiaeque ac suae tantum libertatis amator, ut illam ceteris cupidinibus, Itane cune ti s Regimi divitiis ante ferrei. Non fu egli nondimeno sì schivo del servigio de’ grandi, che ove ne sperasse favorevol fortuna, volentieri non vi si soggettasse. E il primo a cui servì, fu Giovanni Caraccioli principe di Melfi, che comandava in Piemonte pel re di Francia, sotto il quale guerreggiò tre anni in quella provincia, cioè, come sembra, ne’ primi anni, dacchè egli partito fu dall’Italia fino alla morte del suo padrone. Veggiamo di fatto che nel 1549) stampò in Torino le Satire alla Berniesca con una \ Elegia in morte del Re Francesco I, et altre, rime a diverse persone. Di questo suo militare servigio fa menzione egli stesso nel più volte citato elogio: In militia triennium a pud Augii- 1 stani Taurinorum Jani Caraecioli Alelp/d-M tani Principis Subalpinorumque proregis orba- I tione vir factus amisit. Quindi dedicando nel 1555 la traduzion da sè fatta in lingua italiana de’ Discorsi sulla Castrametazione e sulla Religione antica de’ Romani di Guglielmo Choul al Sig. Gian giordano Orsino Vicerè in Corsica per il Christianissimo et invitiss. Henrico II Re di Francia, così comincia: Io mera risoluto... dopo la dannosa morte del mio primo et ultimo Signore, il Sig. Giovanni Caracciolo già Principe