Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/291

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TERSO I443 qui uso in ristretto (u). Da Lodovico Pingone di antica e nobil famiglia, e da Francesca Chabeu nacque Emanuel Filiberto in Chambery a’ 18 di gennaio del 1525, e fu pronipote di quel Giammichele Pingone poeta laureato, che altrove è stato da noi rammentato. Passò gli anni della prima sua gioventù studiando ora in patria, ora in Lione, ora in Annecy, finchè nel 1538 ottenne di esser mandato a Parigi. Ne’ 6 anni che in quella città si trattenne, ei corse velocemente ogni parte della piacevole e della seria letteratura, attendendo alla gramatica, all’eloquenza, alla filosofia, alla matematica, alle lingue greca ed ebraica, alla teologia e alle belle arti; e fra’ maestri che ivi ebbe, furono il poeta Quintino, Adriano Turnebo, Oronzio Fineo, Paolo Paradisi, lo Stratellio, il Goveano e più altri celebri professori. Tornato nel 1544 a Pingone, castello della sua famiglia, ne partì di bel nuovo nell’ ottobre del 1545 per trasferirsi all’università di Padova, ove per cinque anni fece soggiorno; e dopo avervi continuato nel primo anno lo studio di eloquenza, e della lingua greca sotto il celebre Lazzaro Buonamici, si applicò alla civile e al- * f ecclesiastica giurisprudenza; e nel 1549) tenne (a) Questa Vita del Pingone da lui medesimo scritta in latino è stata poi pubblicata e con erudite note illustrala dal sig Giuseppe Saverio Nasi in Torino l’anno 1^79. Egli scrisse ancora un opuscolo in dilisa della preminenza della reai casa di Savoia sopra quella de’ gran ducili di I oscana, che non è mai stata pubblicala, e ‘li cu* Lo copia per gentil dono del soprullodatn editore.